Buon primo Maggio!

Non so come iniziare. Ho iniziato. Ok. Parliamo di primo Maggio con annessi e connessi.

Perché si festeggia se non c’è lavoro? Non lo so, forse perché alcuni lavori ci sono. Ad esempio so che nessuno vuole più fare il panettiere e in quel settore pagano veramente bene. Bisogna solo lavorare la notte, ma è un “sacrificio” che farei volentieri se dovessi averne bisogno. Questo è un esempio, ma chissà quanti lavori sottovalutati ci sono! Comunque, sta di fatto che dicono che non ci sia lavoro, soprattutto per i giovani. Scherzi a parte, è vero che ci sono grosse difficoltà per l’assunzione giovanile, e credo che si potrebbe risolvere il problema incentivando le aziende che assumono giovani. Ma non voglio parlare di questo.

Voglio parlare di ben tre, e dico tre, situazioni che mi è capitato di vedere e di chiedermi “ma le vedo solo io, o la gente fa finta di niente? O sono tutti convinti che queste cose non siano reali?” Non lo so, mi sento un po’ solo…

UNO: oggi grande concerto a Roma per la festa dei lavoratori, in cui i sindacati si sono altamente sbattuti le palle con un secco “no” alle richieste di comune-provincia-regione per pagare parte delle spese. Vuoi il tuo concertino e pretendi di non pagare? Siamo proprio in Italia, e mi meraviglio che le persone non dicano niente (a parte un paio di minuti di servizio dei telegiornali), ma io sono veramente indignato verso questa prima presa in giro.

DUE: sempre oggi molti negozianti hanno deciso di stare aperti. Scelta che condivido in pieno, primo perché siamo in una situazione di crisi e vedere gente che vuole lavorare fa sempre piacere, secondo perché ognuno è libero di aprire il suo negozio quando vuole e terzo perché per i dipendenti c’è un sostanziale aumento di stipendio. Il problema è che a Milano, mi pare, dei sindacati (non so bene quali, ma non ho voluto sforzarmi di interessarmi) e ovviamente i centri sociali (che non ancora ben capito cosa vogliono loro dalla vita, e nemmeno loro mi sa) hanno un po’ protestato contro queste aperture perché non rispettavano il significato della giornata. Chissà quanti di loro rispetteranno il significato del Natale…

TRE: scioperi. Scioperi su scioperi. E cosa succede? Che le aziende, già in crisi perché lo Stato e i privati non pagano i debiti, le banche non fanno i prestiti, si ritrovano pure senza dipendenti perché sono a scioperare. Inoltre i giorni di sciopero non sono retribuiti, quindi succede che questi poveri presi in giro si ritrovano anche le buste paga più leggere. Ora, al di là del danno che creano alle aziende e alle imprese, non sarebbe il caso che i sindacati mettano mano al loro portafogli per pagare questi giorni ai dipendenti e agli operai loro tesserati?

Già, si parla tanto di quanto la politica si sia ingrassata, ma nessuno guarda mai a cosa si cela dietro un sindacalista, di cui Luca Bizzarri a Camera Café ne faceva una parodia a dir poco eccellente, nonostante sia una persona di sinistra. E forse i lavoratori hanno bisogno di persone che li guidino davvero e non che li utilizzino per i loro scopi come un bravissimo burattinaio, così bravo che sembra che le marionette si muovano da sole. Spero di far riflettere qualcuno che non ha mai pensato a queste cose, spero.

Buon primo Maggio!

Annunci