Basta.

Vorrei parlare un po’ dell’Italia, quindi degli italiani. Ma so che m’incazzerei in tempo zero.

Popolo di furbacchioni del cazzo che si lamentano dei politici per quanto sono pagati, ma esaltano i calciatori che prendono milioni tirando calci a un pallone.

Gente che propone incontri sessuali in cambio di lavoro, convinti che sono furbi.

Insomma basta.

Sono stanco di queste persone.

Sarà anche per questo che ultimamente non ho scritto nulla le blog. Mi demotivano.

Gente che spara sentenze così a caso, che pensa di sapere tutto, che aizza folle, che nasconde la verità, che non lavora e truffa lo Stato fingendosi disabile, gente che si crede il più cool, gente che ammazza per follia, gelosia, per un parcheggio, perché è ubriaca o strafatta, gente che si ubriaca solo per farsi vedere, che compra per farsi vedere, che non paga i debiti e fa fallire le aziende e suicidare operai e imprenditori, banche, gente dello show business, ragazzini che crescono pensando di essere già grandi..basta, basta.

BASTA!

Tutti sanno che tutto questo è sbagliato, e allora perché nessuno si corregge? C’è anche una morale cattolica, porco di quel gelato al pistacchio, ma che seguano almeno quella!

 

Sono stanco.

Voglio uscire di casa e vedere la gente che sorride, guardarla negli occhi e sapere subito che è onesta, che ha una sua profondità d’animo e che è in grado di essere altruista.

Lo so, è un’utopia, ma non ne sono convinto.

(Mi è uscito malissimo ma mi dovevo sfogare, almeno spero di tornare a scrivere decentemente)

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Attualità

Voglio parlare di attualità, perché ho visto che molti dei blog più letti parlano sempre di attualità e ci voglio provare anche io! Poi ne parlano con un tono così distaccato, ma sagace, come se scoccassero una freccia di acume e intellettualità che c’entra il bersaglio della verità proprio perché è così che stanno le cose. Poi in questo periodo penso sia molto facile parlarne, anche perché tra Monti che sta antipatico a tutti, la corruzione del partiti, la crisi, le banche, il caro benzina, il maltempo, le tette di qualche soubrette, insomma ce ne sono di cose di cui poter parlare! Quindi vorrei scegliere anche io un bell’argomento su cui sparare a zero per far vedere che ne so anche io, invece che continuare a scrivere di un caos ignorante e abbastanza metafisico che non dice certo come dovrebbe il governo farci arrivare alla fine del mese. Proverò per punti magari a parlare un po’ di tutto e forse anche di niente, che alla fine preferisco parlare di niente e lasciare che chi legga pensi quello che vuole.

  • Monti: poveretto, io lo odio e lo amo a giorni alterni, anche per inquinare di meno. Però dite e pensate quello che volete ma io preferisco mille volte questo governo tecnico a qualunque altro governo ci sia mai stato in Italia. Inoltre si avvicina molto di più alla mia visione di governo oligarchico illuminato platoniano di quanto io possa mai sperare. Ricordo a tutti però che se ora ci ritroviamo in questa situazione è grazie ad almeno 40 anni di malapolitica da ogni dove-come-quando. Però se la mia vista non m’inganna dovrei iniziare a scorgere una lucina della grandezza di un Planck in fondo al tunnel.
  • Che le banche non paghino l’imu è uno dei motivi per cui odio Monti. Quindi chiunque volesse mi dia pure i suoi soldi, io li tengo, li faccio fruttare e li posso prestare ad altre aziende. Non pagherò l’imu ma farò girare l’economia. Quanto alla Chiesa non paga l’imu sempre grazie a Mussolini e non capisco come i cattolici possano ancora denigrarlo a dittatore assassino.
  • Le aziende falliscono. Eppure la grande e saggia Unione Europea aveva dato soldi alle banche proprio per poi prestarli alle aziende. Ma dove sono finiti allora? Provate ad andare alla vostra banca di fiducia (ahahahah fiducia!) e chiedere se per caso non è che con quei soldi hanno comprato i titoli di stato ufficialmente per far abbassare lo spread, o provarci, e ufficiosamente per far quattrini. Vi diranno di si. O comunque è la risposta che han dato a me.
  • Altro tema scottante è la Lega. Ma la Lega è finita, storia passata.
  • Inoltre Bersani ha detto una cosa del tipo “dopo il governo tecnico torneremo a pugnalarci”. Bene, vedo che ti sta molto a cuore il tuo Paese che ti mantiene e che stai imparando molto da questa situazione.
  • Il fatto che ora saltino fuori tutti questi evasori fiscali e tutti questi partiti che rubano dalle proprie casse, e quindi dallo Stato, è proprio grazie al governo tecnico del caro Monti. Non essendoci nessun partito al potere che copre queste cose, ma anzi essendoci al potere un vampiro, ecco che queste cose spuntano come funghi dopo una giornata di pioggia. Ma sarà dagli anni ’60 almeno che ci stiam facendo prendere per i fondelli così.
  • Perché i partiti rubano in questo modo? E’ semplice, ce ne sono troppi e non hanno ricambio generazionale. Cosa vuol dire? Che dovrebbero esserci DUE partiti (sogno di Berlusconi e di Veltroni che gli Italiani soliti furbacchioni si sono lasciati rubare) e che quando uno di questi partiti non vince si mandano a casa le figure di spicco perché evidentemente non erano valide. Quindi si ha un bel ricambio generazionale, non come succede qui che stanno nei partiti per anni e secoli e millenni e poi è ovvio e nell’ordine naturale delle cose che ci sia una corruzione dilagante.
  • Per quanto riguarda il caro benzina io più che a questo mi rivolgerei alle case automobilistiche che dovrebbero smetterla da ora di produrre veicoli a benzina, ma sfornarne di elettrici o quant’altro. Ogni volta mi sento dire “ma hanno fatto il patto con le aziende petrolifere” e io rispondo così “ma è un gatto che si morde la coda! Perché in questo modo loro comunque non vendono nulla!” E poi la gente compra quello che c’è sul mercato, se togli tutta l’eroina la gente smette di bucarsi. O si mette a coltivare papaveri. Ma voglio vederli a coltivare una macchina!
  • Poi c’è Beppe Grillo con la sua bavetta alla bocca che si vede già seduto in parlamento pronto a diventare uno di quei partiti che lui sta così tanto denigrando. Ma lui non sarebbe mai sceso in politica e per evitare di fondere qualche mia rotella con questi controsensi non ne parlerò più.
  • Alla luce di tutto questo provo nostalgia nel bunga-bunga e nelle gnocche che si portava in casa Berlusconi. Che poi fosse anche vero alla fine le pagava con i suoi soldi, cosa che personalmente non me ne fregava nulla. Che poi dico, mica le obbligava, alla fine erano pure ben contente di prendere quei soldoni. Se fosse vero, cosa che non so e che lascerò a quei giudici ormai tristi che il loro processo ormai prende solo 10 secondi di notizia nei telegiornali, nonostante tutti i soldi statali che hanno speso per metterlo alle corde.
  • Che poi si da sempre la colpa ai politici, ma la colpa è di tutti gli italiani che si credono il popolo dei furbi. Che trovano subito l’inghippo per aggirare leggi che fan già ridere di per sé. Dai i politici mica vengono da Marte! Immaginate se ci fossero altre persone, non i nomi che ci sono adesso, ma immaginate voi e i vostri vicini di casa in parlamento. Davvero vi sareste comportati diversamente e non avreste mandato in crisi il Paese? Io ci rifletterei ben bene prima di puntare il dito contro i vari ladri della politica.
  • Serve quindi una rivoluzione mentale, non per le strade, ma per le menti della gente. Non serve dire altro.
  • Inoltre proporrei che i sindacati pagassero le giornate di sciopero ai lavoratori. Perché questi poveretti strumentalizzati perdono soldi a continuare a fare scioperi per i comodi dei loro sindacalisti che hanno la Mercedes che li segue in fondo al corteo, e già è dura per loro arrivare a fine mese.
  • Ah poi c’è la TAV. E se quelli che manifestano contro la TAV seguono davvero quello che dicono i loro capi sono messi proprio bene, e mi fanno sorridere quando li vedo, perché sono veramente presi per il culo ma ai livelli proprio che è talmente palese che non se ne accorgono neppure. Cito due frasi particolarmente belle che sono da incorniciare “c’è l’amianto e la valle è ventosa e quindi è peggio” e “perché non la fanno in veneto allora?” Rispondo: prima di tutto c’è una relazione geologica e geotecnica che se dice che non si può costruire non si può e se in quelle si dice che non c’è amianto allora non c’è, se poi la valle è ventosa è meglio, perché l’eventuale amianto viene disperso via. Inoltra se arriva dalla Francia COME CAVOLO FA AD ARRIVARE IN VENETO SENZA PASSARE DA LI’???? Queste sono le persone ai vertici del movimento No TAV. A me vien da ridere.

Basta allora, ho parlato di attualità. Questa non è la verità, ma è solo quello che vedo e sento io. Se poi ci sono altre persone che condividono le mie osservazioni allora potrebbero non essere tutte scemenze, altrimenti ripartirò da capo a rianalizzare la situazione Italiana.

Quella cosa chiamata giustizia

Si usa sempre il termine “malasanità”, ma meno quello di “malagiustizia“. Se da una parte abbiamo strutture ospedaliere che spesso e volentieri non garantiscono adeguate cure al paziente, portandolo in molti casi poi alla morte, dall’altra abbiamo, dal magistrato, al pubblico ministero fino all’avvocato difensore, gente che molto spesso lavora tanto per guadagnare, dimenticando forse la vocazione alla giustizia che ha accompagnato i suoi sogni di bambino.

Ma tralasciamo tutta la storia dei dottori in medicina incompetenti, raccomandati e chi più ne ha più ne metta, passando al tema in questione. “Eh ma tu ti basi solo su quello che vedi in televisione o leggi sui giornali perché non tutta la giustizia fa schifo”, leggetela tutta d’un fiato che rende l’idea magari. E di cosa dovrei parlare? Di quello che non giunge alle mie orecchie? Purtroppo quello che vedo e sento dire in giro. Sono perfettamente consapevole che non di tutta l’erba se ne fa un fascio, anzi la cosa mi rincuora anche un po’, che vuol dire che qualcuno con la passione per il proprio lavoro c’è ancora. Scusate l’alquanto stupida interruzione, ma ogni tanto tendo ad essere un po’ pignolo.

Ma perché questa malagiustizia così dilagante? Cosa spinge queste persone a fare male il proprio lavoro? Onestamente non trovo le risposte a tutti questi casi ma, al di là del fatto che si ha più passione per il guadagno che per la giustizia, secondo me ci sono dei motivi di fondo che possono essere interessanti da analizzare per cercare di capire il problema.

Il primo punto, che mi sta qui in gola e non scende, sono i periti. No, non intendo i morti (come disse una volta un mio “simpaticissimo” professore), ma le persone chiamate in causa dalle parti avverse che tra perizie e controperizie incasinano i processi in una maniera assurda, per la gioia di cara Barbara & co. (che siano loro a pagarli?). Ora, il povero magistrato di turno come fa a capirne qualcosa? A mio parere al primo appello già cerca di tirarla per le lunghe per poter scegliere una sentenza che magari vada bene anche un po’ all’opinione pubblica, scaricando poi tutta la questione alla corte d’appello che io mi chiedo come diavolo faccia a ribaltare ogni volta la sentenza di primo grado.

E qui c’è il punto due. Ammettiamo che il giudice in primo grado abbia effettivamente valutato la questione prendendo una decisione valida e assolvendo o condannando l’imputato a giusta misura, come può la corte d’appello ribaltare una sentenza? Allora sta implicitamente ammettendo che il suo collega è un mero idiota. Oppure l’idiota è lui. Già il secondo grado è, per i miei gusti, fin troppo utilizzato, ma dovrebbe comunque essere utilizzato dal momento che saltano fuori nuove prove a favore o contro l’imputato, oppure per evidenti errori giudiziari in primo grado. In ogni caso, a meno appunto di errori madornali appunto, non è possibile che una sentenza possa essere ribaltata. Lo so che vengono in mente recentissimi esempi, e quasi vien da piangere ai processi che dovranno aprirsi in questo periodo.

Al punto tre abbiamo la durata media dei processi. Che parlare di durata media sembra quasi che si intenda da un anno a una manciata di anni, invece NO. Tronchiamo subito le speranze dicendo che si va da un lustro a diverse decadi. Perché? Un po’ perché gli atti processuali sono scartoffie che si accumulano sotto altre scartoffie, un po’ perché, da quello che so, i processi si svolgono unicamente di mattina. E magari quella stessa mattina ne hanno cinque o sei. Quindi chissà quale attenzione il magistrato può dare a quel caso.

Abbiamo poi il punto quattro che riguarda la gravità delle pene, spesso contrastanti con il comune senso etico. Qua la questione si fa ambigua, perché i magistrati poi si appellano al “ma io ho solo applicato una legge esistente” che è certamente vero, ma forse non tutti sanno che le leggi non sono equazioni matematiche che osservandole si ha una sola interpretazione. Anzi una delle difficoltà nel fare il magistrato è che bisogna saperle interpretare nel migliore dei modi. La mia preoccupazione è che oltre a questo ci sia dietro la storia dell’affollamento delle carceri. Vorrei sottolineare un punto importante però, cioè che un carcere è un luogo dove scontare la propria pena per poi reintegrarsi nella società. Dante Alighieri, quando scrisse l’inferno, ha presentato i dannati in un modo che fa accapponare la pelle, spaventando gli uomini dell’epoca su ciò che li aspettava dopo una vita condotta fra i peccati. Ora, presentare le carceri come un luogo di pena (e da qui la parola penitenziario), secondo me potrebbe essere un buon deterrente. Si alle volte sono un po’ duro, ma sono stanco di sentire sempre quel tizio che non viene condannato adeguatamente e poi fuori torna a perpetrare i suoi crimini. Appellandosi poi alla giustizia divina si cerca di confortarsi nella speranza che qualcuno poi li punirà, ma, beh, diciamo solo che intanto viviamo qua e qua noi applichiamo la nostra giustizia. Poi cosa c’è dopo, è un altro discorso.

Si potrebbe continuare per ore e credo di averla fatta anche troppo lunga, ma vorrei concludere con due spunti di riflessione. Il primo riguarda il grande accanimento nei confronti di Silvio Berlusconi ad evitare che i suoi processi non vadano in prescrizione, mentre spesso e volentieri quelli contro i boss mafiosi vengono fatti decadere. E nessuno prende provvedimenti. Il secondo riguarda quel giovane che, recentemente, è stato freddato mentre era legato e cercava di difendere la sua ragazza. I due aguzzini sappiamo già tutti come saranno condannati, se li prenderanno, ma se le cose fossero andate diverse e quel ragazzo avesse avuto la possibilità di avere in mano una pistola? Ora sarebbe già in carcere per chissà quanti anni. Non parlo certo di farsi giustizia privata, però…

Probabilmente non avrò usato la corretta terminologia e qualcosa forse non sarà propriamente giusto, ma io sono solo un misero cittadino che cerca di capirci qualcosa. Se poi qualcuno è così gentile di confortarmi e darmi qualche speranza spiegandomi meglio la situazione, allora lo ringrazierò. Certo che tra ospedali e tribunali oggi è un colpo di fortuna uscirne.