La porta di Socrate

Partiamo con una citazione: “una vita non compresa, senza ricerca, è una vita non degna di essere vissuta da un essere umano”. E’ il celeberrimo Socrate, le cui parole, attraversando i secoli, raggiungo anche quest’angolino di internet. Senza contare che è un po’ la mia filosofia di vita.

La domanda che mi è sempre ronzata intorno, che ho quasi paura anche a fare agli altri, perché avrei come paura di offendere il prossimo, è tu conosci la tua vita? Il tuo essere? Il mondo che ti circonda?

E’ un po’ come attraversare la porta che si è sempre fissata e scoprire un mondo assurdo, che supera anche le proprie credenze, che sorprende e che spaventa. Lo vedi negli occhi delle persone se l’hanno attraversata o meno, lo vedi nei loro gesti, nel modo in cui affrontano i problemi e le esperienze. Mi sento inquieto, un po’ spaventato, deluso e un po’ malinconico quando cammino per la città, sono in treno o sulla metropolitana, circondato da tante persone e mi chiedo se loro hanno varcato la soglia, cercando di capirlo dai loro dettagli, uno sguardo, un gesto, perché vedo che pochi, davvero pochi sono dall’altra parte. O magari lo penso solo io e tutto questo è sbagliato, forse tante persone hanno seguito il bianconiglio Socrate nella sua tana. Lo spero. Lo spero veramente, perché penso che se io non fossi così come sono, se fossi un superficiale, uno che pensa sempre alle donne, a divertirsi, a fare soldi, ai problemi del lavoro penso che mi suiciderei. Certo ancora sono “giovane” nel senso che non ho sulle spalle una famiglia da mantenere e come far arrivare tutti a fine mese. Sono perfettamente consapevole che lo stress che inducono questi problemi tolgono tempo al “filosofeggiare inutile”, però penso che invece molti di loro quando avevano la mia età magari questi pensieri li hanno fatti.

Forse è proprio questa l’età per farli, perché poi si è troppo presi da altro e prima si è ancora troppo acerbi. Forse poi il mondo stufa, forse poi si crede di sapere tutto. Non lo so, ancora non ci sono arrivato. Con quello che ho letto e ho studiato però io so che alcune correnti di pensiero me le porterò sempre dentro, soprattutto due, di poeti e scrittori tra i più famosi d’Italia: Pascoli e D’Annunzio. La visione del mondo con gli occhi di un bambino e la passione per l’estetismo e la bellezza del mondo. Senza contare tantissimi altri che mi hanno indicato la chiave per aprire la porta.

Insomma, voglio solo continuare a cercare di comprendere più cose possibili di me e del mondo finché non tiro le cuoia, per il semplice gusto, non tanto di dare un senso al mondo o alla mia vita, ma semplicemente perché non vivo in altri mondi, e sarebbe uno spreco non farlo.

Dare tempo al tempo

Il tempo non esiste.

Proprio così, qualche fisico riderà sicuramente di questa affermazioni e mi citerà migliaia di teorie secondo cui il tempo esiste, proprio come una normalissima persona sarebbe in grado di dirmi  che il tempo esiste e se non esistesse non invecchieremo mai. Ma è proprio così, il tempo, come siamo abituati a concepirlo, non esiste. D’accordo, lascio uno spiraglio alla fisica e lo lascio esistere come variabile matematica utile anche a passare i miei esami (anche se una volta avevo una mezza idea di scrivere “è irrisolvibile perché il tempo non esiste”, ma non credo che la professoressa in questione, già simpatica di suo, l’avrebbe apprezzato).

Quindi, dicevo, il tempo come lo conosciamo assolutamente non esiste. Non c’è uno scorrere del tempo, le ore, i minuti, gli anni, i secondi, non esistono, sono, ed è una delle più grandi invenzioni dell’umanità per riuscire a definire come cambiano le cose. Lo so, può stupire questo mio discorso, ma il fatto è che in realtà le cose mutano e basta, senza che ci sia un tempo a determinarle. Immaginiamo sempre un universo senza esseri umani. Ci sarebbe il “tempo”? Chi lo stabilirebbe? Dove sarebbe questo tempo? Ma ecco che l’universo muta, si espande, le galassie si scontrano, le stelle nascono e muoiono, e nel nostro piccolo pianeta, vediamo tantissime cose cambiare anche molto velocemente, partendo dall’alternanza del giorno e della notte. Ecco io credo proprio che siano state queste cose a farci creare il concetto di tempo. Chiedo ancora un altro grandissimo sforzo all’immaginazione. Un deserto, senza vento, senza nuvole, senza Sole, solo una landa piatta marrone sotto i piedi e un cielo azzurro e uniforma sopra la testa (chissà quanti scrittori hanno immaginato scenari del genere), ma ecco in questo ambiente non ci accorgeremmo mai del “tempo che scorre” e in effetti il tempo non scorre, perché non cambia niente, non muta nulla, non c’è assolutamente il minimo divenire nel mondo.

E poi ecco! Una scintilla! Quell’attimo diventa così una sorta di unità di misura, “quante scintille sono passate?”. Così ci accorgiamo allora davvero che non esiste, che le cose mutano anche senza di noi, ma che se non ci fosse questo mutamento allora non esisterebbe nemmeno quello che noi siamo in grado di definire come “vita”. Certo è un ottimo artificio che scandisce il divenire, anche perché come si stabilirebbe il momento per cui incontrarsi? Anche se secondo il mio discorso non ci si incontra a nessuna ora in realtà, però rimane comunque la migliore invenzione del genere umano.

Tutto è in continuo divenire, diceva un filosofo di cui mi sfugge il nome, ma aveva veramente ragione!

Egocentrici

Credo che l’errore più grande alla base dell’ignoranza della maggior parte degli uomini, cioè della stragrande maggioranza, sia quello di continuare a porsi al centro dell’attenzione, a dispetto di quanto ha affermato la scienza, sbattendoci in faccia che siamo un infinitesimo dell’infinito.

Come se il fatto di esistere o meno cambiasse il colore del Sole!

Sentirsi in colpa quando si da un calcio a un sassolino

Probabilmente è una riflessione inutile, ma tempo fa mi chiesi cosa fosse veramente la vita. Noi esseri umani, senzienti, intelligenti e accorti del mondo che ci circonda, consideriamo vita cosa? Non tiriamo in ballo i grandi scienziati, filosofi, scrittori, ma proviamo a riflettere con la nostra testolina di gente di media cultura. Che è quello che faccio io insomma (e poi infatti sono indietro con la laurea).

Dire che la vita è tutto ciò che riguarda la biosfera è come dire che l’acqua è bagnata. Bio, o bios, o qualcosa di simile in greco vuol dire vita, quindi escludiamo questo percorso inutile. Ciò che possiamo considerare come vivente sono le piante, gli animali e tutto il resto dell’elenco che ci hanno insegnato a scuola da bambini.

Adesso cambiamo completamente punto di vista e allontaniamoci dal pianeta fino a entrare dentro le stelle. Le stelle, per una volta, immaginiamole come delle fabbriche che creano atomi sempre più pesanti, cioè nuovi elementi, e li disperdono nel cosmo alla loro “morte”. Questi elementi, che noi vediamo come bellissime nebulose nelle immagini che Hubble ci regala, poi si addensano in grumi che secondo le più moderne teorie diventano poi nuove stelle e nuovi pianeti.

Quindi, da una parte abbiamo la materia “animata” degli esseri vivente, mentre dall’altra parte abbiamo quella “inanimata” di pianeti disabitati. Ma la vita può spuntare così dal nulla su un pianeta? Se siete fondamentalisti di qualche religione e credete a queste cose per voi la risposta è si. Per tutti gli altri è no, ci dev’essere una sorta di continuità tra le due cose. Guardiamo, allora, a quando o i fulmini hanno colpito una sorda di brodo primordiale (acqua ricca di elementi chimici) oppure questi elementi sono arrivati grazie a comete (panspermia), non è importante il come in questo discorso, l’importante è che c’erano sulla superficie terrestre questi elementi non vivi. Queste molecole sono state ricombinate e si sono ricombinate fino a formare la prime cellule, et voilà, vita fu. Ma usare il “si sono” è improprio in quanto i processi chimici che ci sono alla base avvengono solamente grazie alla forza elettromagnetica che unisce o separa le molecole a seconda degli atomi presenti, della loro disposizione e della carica elettrica.

Ma quindi la vita è solo una ricombinazione di quello che era inorganico in quello che era organico? Ebbene, si. Quel carbonio dentro quel diamante sarebbe potuto essere il carbonio dentro il vostro DNA. In sostanza il concetto di vita si trova solo dentro la nostra testa. Non esiste quello che si può definire vita. Anche la materia si trasforma in energia e viceversa, però non diciamo che l’energia è viva. Se potessimo scomporre e ricomporre strutture atomiche potremmo creare un essere umano da sacchi di elementi che ci compongono. Certo si tratta sempre di un mio punto di vista, in cui io applico il fatto che intorno a me vedo che spontaneamente si creano dei passaggi fra due situazioni e non succedono mai grandi rotture, a meno di rari casi devastanti, ma anche qui tutto poi riprende gradualmente. Ognuno poi la pensi come vuole, ma se il mio pensiero vi è piaciuto e l’avete apprezzato allora dovreste scegliere se considerare tutto come vita o non considerare più la vita. Umanamente preferisco la prima e mi sento un po’ in colpa anche quando calcio un sasso.

(Del resto se gli esseri umani non fossero mai esistiti chi avrebbe potuto dire cosa è vivo e cosa non lo è?)