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Guerra e Pace

Sono piccole cose, a cui non si da nemmeno il minimo peso perché sembrano ordinarie, ma sono le piccole cose ad essere la base dei grandi eventi. Per capire come funzionano le stelle bisogna scendere nei processi sub-atomici della fusione nucleare, ad esempio, o più banalmente per far star su un muro servono i mattoni. O ancora più banalmente, anche se le cose più banali del mondo non so ancora come siano di così difficile comprensione ai più, l’amore che si basa sulle piccole cose, i gesti quotidiani, senza questi le grandi dimostrazioni da film crollano il giorno dopo e servono solo per essere rinfacciate. “Ah io ti ho fatto così, mentre tu non fai mai nulla”. Si…credici.

Ma il punto del discorso è: la Guerra. Questa macchina gigantesca mangia vite, orribile demone che gronda sangue da quello più innocente a quello più malvagio, che viene messa in moto quando uno stato si vuole impossessare dei beni di un altro, quando si crede che una religione sia meglio dell’altra (ci starebbe una risata di gusto), o peggio quando una “razza” si crede sia superiore ad un’altra (qui invece c’è da piangere). Si invoca quindi la pace con manifestazioni, ci sono grandissime persone che riescono a portarla fermando quegli enormi ingranaggi della macchina con le loro stesse mani, e devo inchinarmi, ci sono organizzazioni che aiutano le popolazioni colpite. Però spesso le stesse nazioni che promuovono la pace sono anche portatrici di guerra. Perché, perché mi chiedo io, e ancora perché non riusciamo ad andare così d’accordo su larga scala? Eppure non siamo così diversi, anzi, siamo fin troppo uguali certe volte. E ci si massacra.

Quindi, sono sceso di parecchi livelli della scala e sono andato a vedere nel piccolo.

Non dico di aver trovato l’origine della Guerra così, ma ho il vago e certo sospetto che se tra vicini di casa si andasse sempre d’accordo molto probabilmente saremmo anche in grado di andare d’accordo con le nazioni culturalmente differenti dalla nostra. Si ok, forse sono corso un po’ troppo, ma come si può pretendere di portare la pace nel mondo quando non c’è pace fra vicini di casa. E personalmente l’ho un po’ vissuta anche io questa guerra perché tra chi ha il cane, chi la domenica mattina si mette con l’idropulitrice a lavare la macchina svegliandomi dopo tre ore di sonno a ritmo di canzoni napoletane o giù di lì. No dai, diciamo che l’ho rischiata, perché comunque sono consapevole di questa cosa e o sopporto o comunque ne parlo civilmente. Però poi sento e leggo notizie di vicini che si scannano per un posto auto, per la pulizia delle scale, per dei vasi di fiori.. e se va bene finiscono in tribunale, se va male uno in carcere e l’altro all’obitorio.

Quindi se qualcuno riuscisse a portare la pace fra vicini di casa dovrebbe vincere il premio “Nobel per la pace ultima e definitiva”. Ma siamo sempre troppi per far capire questi semplici concetti a tutti. Son così banali che forse proprio per questo la gente li conferma a parole, ma li ignora completamente coi fatti.

Ho espresso e detto poco, ma dietro queste parole ce ne sono altre e forse anche altro ancora là dietro che mi devo alzare sulle punte per scorgerle un po’ ecco forse vedo qualcosa. Però c’è un fortissimo concetto, che senza queste parole romperebbe lo schermo, e sarebbe un buono spunto su cui tutti riflettessero. Ah ma a chi importa di queste cazzate?

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2 risposte a “Guerra e Pace

  1. Importano a tutti, eccome! L’orgoglio di essere sempre i migliori, i più saggi, i più ingegnosi, è qualcosa che dà fastidio agli altri. Il fatto che non tutti ti riconoscano quello che tu pensi di essere,spinge al conflitto. Vorremmo essere in primo piano, ma questo spazio è troppo stretto per tutti. Ci si spinge a gomitate. Alla fine vince il più forte non il più bravo!

    • robotalex

      Quanto hai ragione! Però a me non interessa il primo piano, anche perché non credo di essere chissà che cosa, come non credo di essere il primo che pensa e fa certe cose. Hai ragione si sgomita e il più forte vince, ma preferisco perdere e affidarmi al cervello, piuttosto che accantonarlo ed affidarmi all’ignoranza, all’abbronzatura, ai muscoli..alla tamaraggine insomma!

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