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Viaggi (non mentali)

Appena tornato e già ho voglia di ripartire. Per dove? Magari tornare a Stoccolma. Ah si, città fantastica e che non se ne trovano di simili. Un po’ perché c’è “poca densità abitativa” e ogni tanto sembra una città fantasma, un po’ perché il cielo è blu ed è strano vedere quel blu in una città, e un po’ perché non so, è semplicemente diversa.

E poi volare. Sembrerà poco poetico, ma l’ingegno umano che ci ha portato al volo per me ha molta poesia. Poter vedere da sopra le nuvole, quasi a poterle toccare, quasi a poterle sentire sulle dita, e tutto questo grazie alla tecnologia, mi fa venir voglia di comprarmi una di quelle tute alari e volare senza nessuna fusoliera di metallo a proteggermi. Sempre comunque grazie all’ingegno dell’uomo. Altrimenti sarebbe semplicemente una poco simpatica caduta libera da 10.000 metri di quota in cui avrei scarse possibilità di uscirne vivo.

Essere in una città completamente sconosciuta, parlare tutto il tempo un’altra lingua e girarla completamente a caso, perdendosi sembra più una cosa da libro che una semplice vacanzina. Però è normale. O almeno per me e chiunque venga con me, anche se alla fine scopro che ho un gran senso dell’orientamento e dopo il primo giorno non mi perdo più. Cosa strana essendo uno sempre distratto. Poi si fanno le foto, per fissare quei posti e quei ricordi ad essi legati e per non farli andare via. Che senso avrebbe un viaggio se poi non ci si ricorda di quello che si ha fatto?

Inoltre mi dicevano “fa bene farsi un bel viaggetto”. E’ vero. Anzi verissimo, ma i soldi scarseggiano e quanto ho dovuto aspettare per farlo? Col solo risultato di farmelo apprezzare ancora di più, e dici poco. Però mi piace viaggiare, ma, come tutte le cose, credo che viaggiare troppo sminuisca il concetto stesso di viaggio. Forse non viaggerei spesso nemmeno avendo i soldi per farlo, ma sceglierei accuratamente la meta in lunghe valutazioni e solo quando sarei sicuro al 100% allora comprerei il biglietto. Anche se chissà, potrei anche buttarmi in un viaggio all’ultimo in una meta a caso. Ma il concetto inteso è che non vorrei mai che diventasse un’abitudine. Odio l’abitudine. E lei odia me, non riuscendo mai ad andare d’accordo. Forse qualche volta sarebbe ideale trovarsi, non dico simpatici, ma almeno concordi su qualche argomento, giusto salutarsi con un cenno, ecco.

Perciò credo sia sufficiente tutto quello che ho detto, anche se sono ancora stanco per il viaggio. Un post un po’ personale, fa niente. Non è importante.

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