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Caos a caso (che tra l’altro una è l’anagramma dell’altra e viceversa)

Non so bene ancora quello che scriverò in questo post, ma quello che verrà verrà. E non mi viene in mente niente. No, ci sarebbero tante cose, ma sarebbe un’arlecchinata, quasi il gioco dell’associazione di parole: casa – cucina – pentola – risotto – risaia – acqua – pesce – squalo – bastardo – ecc… Che poi, potrei anche farlo, perché chi ha stabilito questa regola che io debba scrivere di una cosa sola alla volta, partendo da un inizio, argomentando bene il discorso e poi dando una conclusione? Per quanto stimi il mio ex professore di italiano del liceo (con cui mi sono sempre scontrato fino in quinta, già, da quell’anno ho avuto una sorta di rivelazione letteraria, dato che prima ero incapace a scrivere), uno impara a scrivere in un certo modo per avere bei voti, col problema che poi questo modo gli resta. E poi mi capita di leggere libri di scrittori contemporanei tutti fatti allo stesso modo per i soldi, blog (si, proprio qui) scritti tutti allo stesso modo, perché fa figo questo stile di scrittura? Ricorda Fabio Volo e quindi leggere Fabio Volo fa di te una persona intellettualmente progredita? Non lo so, non l’ho mai letto, quindi sto anche dicendo delle cose a caso, probabilmente non vere o verissime, non lo so chi me lo può dire? Nessuno. Come nessuno mi deve dire come devo scrivere, e quindi non dovrei nemmeno criticare come sto facendo chi vuole scrivere in un certo modo. Però forse non è che stia veramente criticando, ma in realtà mi sto semplicemente chiedendo se siano davvero consapevoli di scrivere così. Lo fanno apposta? Gli viene naturale? E’ un loro schema mentale quello di ordinare i pensieri in un certo modo? Che poi con la tecnologia ormai tutto è diventato molto più interessante. Già, ne sto usufruendo anche io per condividere questo mio pensiero con il popolo del web o con il vuoto cosmico a seconda di quante persone lo leggeranno (spero nessuno perché sta veramente diventando imbarazzante), e sembra che io ne stia facendo un discorso ipocrita, ma, c’è sempre un ma che salva la situazione, non è così. Perché io affermo che la tecnologia sia giusta, affermo però anche che vada usata correttamente. E’ vero che la tecnologia, specialmente internet che è uno dei suoi prodotti più importanti, è alla portata di tutti, ma non tutti ne sono portati. Prendiamo sempre un piccolo esempio che ci aiuta poi a capire l’insieme generale della questione (e la cosa va fatta contemporaneamente, ma credo che lo spiegherò meglio un’altra volta): youtube. Bello, un sito dove io posso caricare un video fatto da me o da altri che magari può dare le stesse emozioni, che ho provato io. E ci sono tanti video davvero belli che ti sorprendono anche, anzi spesso saltano fuori persone di talento che grazie al “tubo” fanno anche carriera. Però poi ci sono altri che raggiungono la fama solo per quanto siano stupidi. E com’è possibile che sia permesso a queste persone, di una imbecillità incrollabile, di intasare il web? (E di conseguenza anche i programmi televisivi) Io non volevo sapere nemmeno che esistessero, non avrei mai voluto sentirne parlare perché sono “file di memoria” che intasano anche il mio cervello. Una sorta di cancro che non è possibile curare. No, non sono nemmeno abbastanza cattivo. Mi metto in prima linea: non sono bravissimo a cantare e sono veramente scarso a giocare a basket, ma per quanto mi piaccia sentire le persone cantare o vedere una bella partita di basket non mi metterei mai in ridicolo davanti a milioni di persone!

Mi sento molto moralista. Cosa c’è di male ad esserlo in queste non lo so, però continuo a pensare che questa crisi finanziaria ed economica sia una sorta di effetto di quanti fondi abbiamo toccato. “Abbiamo”, non “hanno”, perché siamo tutti sulla stessa barca e proprio poche persone fanno veramente qualcosa. Anche se il fatto di scrivere solo queste cose un blog, parlarne anche coi miei amici, so benissimo che non cambierà mai il mondo e saranno parole buttate al vento, però non so bene cosa fare. Mi sento come un bambino messo nell’angolo quando i genitori litigano e piagnucola perché non sa come farli smettere, sensazione che ho conosciuto anche fin troppo bene… Comunque, non lo so. Che palle. Che palle che siamo sette miliardi e sarebbe dura discuterne con tutti (pensieri strani che è meglio non scrivere). Che poi è sempre un po’ come sparare sulla croce rossa, sono discorsi ovvi questi. E per l’ennesima volta: “ma se sono davvero così ovvi, perché non si risolvono?” Per egoismo, per pigrizia, perché se non lo fanno gli altri perché allora dovrei farlo io, per tutti i difetti che ora, non ho capito bene ancora come mai, vengono esaltati e portati all’eccesso, invece di essere corretti. Come nelle relazioni. Quante volte ho sentito dire (e dirmi) “io sono così, se ti piaccio bene sennò ci lasciamo“. Tralasciando che poi i difetti a cui viene rivolta l’affermazione vanno per la solita incoerenza corretti perché sennò “non mi capisci“, la risposta da dare sarebbe “sei un/a egoista di *insulto a piacere*, quella è la porta!” Perché in una relazione se non si arriva a qualche compromesso che comporta anche un addolcimento degli spigoli non si arriva da nessuna parte, tranne che alla porta appunto. (Parte porta, mi piace dirli nella stessa frase) E infatti le coppie si sfasciano anche dopo il matrimonio. Inutile commentare ancora.

Non voglio concludere, perché ci sarebbero molte altre cose che avevo in testa ma che mi sono uscite perché ho pranzato e allora mi sono uscite altre cose a caso e quindi di questo post non si capirà nulla ora giuro prendo fiato. Basta. Cos’ho detto in sostanza? Nulla. E, accidenti, ho concluso lo stesso.

(“Ma non si iniziano le frasi con “e”!” “Nemmeno, con “ma” se è per quello…”)

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4 risposte a “Caos a caso (che tra l’altro una è l’anagramma dell’altra e viceversa)

  1. Ti stimo…io adoro questo genere di postS, al limite fra il mentale e il cervellotico. Dovrei leggerne uno al giorno per poter soddisfare il mio desiderio quotidiano di scemitudine 😀

  2. Lo spero vivamente. Anni fa sai cosa mi divertivo a fare? Mi mettevo d’accordo con un paio di amici e facevamo dei post su argomenti concordati. Il post più “demente” vinceva 😀

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